SCARLO

FRANCOSPAOLO

SMARCO

LORENSO

ROBERTOS

PAOLO

SBANDATI
STAGIONATI
PAOLO DI SARCINA
compositore, bassista, poeta.


L’ho rivisto più o meno a metà degli anni novanta. Il decennio precedente era stato il suo decennio: 666, Frigo, Cairo, la Vesuwave, tutto attraversato con sostanza, leggerezza e gentilezza. Da una specie di eremo fatto di pantofole, Claudia, cane e computer raccontava della mirabolante esperienza parigina ed inanellava aneddoti che suonavano come le cose dette dal Numero Uno, quello di Alan Ford, tipo “…. E allora dissi a X ‘sai ai miei tempi facevamo questo e quest’altro’…”. Poi si concentrava sul lavoro di composizione ed arrangiamento cercando soluzioni interessanti, senza concessioni, con onestà assoluta, estrema. E le trovava quelle soluzioni. Due bei dischi con la “Compagnia musicale” pieni del suo mondo raffinato ma pure incazzato, in cui ho avuto l’onore di razzolare. Poi abbiamo cominciato a suonare insieme. Ci siamo scambiati tutto quello che amici fraterni possono darsi, senza sconti e con gli interessi, come succede in regime di verità. Compositore, bassista, poeta. Mi, ci manca molto,direi sempre, il suo modo gentile, leggero e denso di relazionarsi col mondo, con noi, con me. A parte tutto il resto. Claudia ha detto, parlando di Dio: sia maledetto perché me l’ha tolto, sia benedetto perché me l’ha fatto incontrare. Sono d’accordo.