Scriviamo canzoni. Esse possono piacere o no. E’ nell’ordine naturale delle cose. Tuttavia lo sforzo che Andreasbanda ha profuso per realizzarle è stato guidato da un obiettivo da subito molto chiaro: fare canzoni “altre” e non “ altre canzoni” (non vogliamo fare le ennesime, come se non ce ne fossero abbastanza, insomma). L’alterità di questa operazione, al di là di ogni ingiustificata presunzione, risiede in alcune questioni, per noi, di vitale importanza:
  • La scelta dei linguaggi musicali adottati risponde all’idiosincrasia che abbiamo nei confronti del concetto di “gusto unico” nella creazione e nell’ascolto della musica, figlio inevitabile del “pensiero unico” che affligge i nostri tempi e, temiamo, anche il futuro. Abbiamo cercato di utilizzare le esperienze di ascolto e di pratica musicale maturate nel corso di anni optando per le soluzioni più onestamente “nostre” con la speranza di farle diventare, a causa di una paradossale alchimia, le più condivisibili dagli altri.
  • Le storie che raccontiamo, le “foto” che vi mostriamo, i punti di vista che vi proponiamo, vi mettono a parte:
    1. Del nostro amore per le differenze ed il nostro orrore per le indifferenze
    2. Del fatto che quello che si vede non è per forza vero e che quello in cui non crediamo non è per forza falso o sbagliato
    3. C’è sempre uno stupore che ci salverà.