HORASIO
DURAN

FRANCOS
ZACCARO

DANIELE
SEPE

FAUSTO
CIGLIANO

FRANCESCA
ZURZOLO

GUIDO
MIGLIARO'S


“Dateme ‘na saciccia!” questo l’urlo di un cileno affamato nel 1982 durante la Festa dell’Unità di S.Crispino (quando c’erano i comunisti), questo lo Stargate che metteva in contatto un giovanotto cresciuto a pueblos unidos ed hermanochay, a sikuriadas e venceremos, a runrunsefuepalnorte, alturas e basuras, proiettato verso la conoscenza di un paese in fiamme in cui il basurero era Pinochet (che sempre sia dannato) ed un Intillimano in carne, ossa e saciccia, che uno gli poteva parlare e quello rispondeva, e rideva pure, ecc, ecc. Poi il cileno affamato si è trasformato in Horacio Duran Vidal, Orà, e sono arrivati la Ligia e Andrea e Amanda (che chiede “ma secondo te ho talento per fare l’attrice?” e aveva 10 anni) e Romatrastevere. Con lui/loro anni di mozzarelle, di pomodori del poggio, di notizie angosciose via telefono, di gente sparita e ritornata, di racconti con il tempo pausato e 2000 digressioni che non ci si perde mai, di posti mai visti eppure notissimi. Chiloè e le vongole voraci & altri mille giochi di parole. Araucaria, Volodia Teitelboim, e Skarmeta che qui nessuno conosceva nel 1985 e storie di Victor Jara giovane. Tutte le storie in una storia, incluso il Ritorno. Passione e malinconia. Roba che non si riesce a raccontare, e magari non è neanche giusto. Però c’è. Poi questa cosa incredibile di suonare insieme, naturale e impossibile al tempo stesso! E quattro giorni di sold-out in teatri di Napoli, stampa entusiasta, una registrazione live. Se si potesse sorvolare su tutto il resto (e non si può e neanche si vuole) è stato per tutti noi andreasbanditi come suonare in un’orchestra che esegue la Sinfonia numero 9 di Beethoven con Ludovico Van che dirige, oppure eseguire Penny Lane con Paul McCartney al basso che ti sorride, oppure suonare Alturas con Horacio Duran al charango.